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Foglio di Domenica 28 febbraio 2010 |
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letture
Dopo l’esperienza delle prove o tentazioni, a cui sull’esempio di Gesù tutti saremo sottoposti, ci viene proposta l’esperienza della TRASFIGURAZIONE.
Come ogni azione divina, l’esperienza della Trasfigurazione inizia sempre dal Signore. E’ Dio che invita, è Lui che giura fedeltà ad Abramo, sigillando un’alleanza con l’uomo.
Era consuetudine che due persone che si scambiavano una promessa dovessero passare in mezzo ad un animale, di solito un bue, squarciato, dicendo: “Capiti a me quello che è capitato a questa bestia se non sarò fedele alla promessa”.
Dio non chiede ad Abramo questo gesto fino in fondo, ma, conoscendo la fragilità dell’uomo, fonda l’alleanza solamente sulla propria fedeltà. Egli solo, sotto il simbolo del fuoco, compie il giuramento.
La lettera di san Paolo ai Filippesi, che ascoltiamo come seconda
lettura, è un rimprovero da parte dell’Apostolo a coloro che pongono la
fiducia nell’osservanza delle regole della legge credendo così…di
essere bravi e conquistarsi la salvezza. Invece il fondamento della
conversione è “vedere” Dio, accettando di incontrarlo e ammirarlo. Anzi
lasciarsi cercare da Lui e lasciarsi trovare; Dio infatti non ha paura
delle nostre infedeltà o del nostro peccato e sempre ci viene incontro
se anche appena un po’ gli diamo spazio. E poi…trasfigurerà la nostra
vita.
Buona settimana
don Adriano
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 marzo 2010 )
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